Rilascio certificazione APE
- Cos’è l’APE e come si fa
L’ APE, cioè l’Attestato di Prestazione Energetica, è un documento relativo agli immobili che ne sintetizza le caratteristiche da un punto di vista dei consumi e dell’efficienza energetica.
È bene sapere che si tratta di una misura afferente al novero delle normative volte alla tutela dell’ambiente, motivo per cui si può in piena coscienza decidere di far certificare il proprio edificio anche laddove non fosse obbligatorio.
L’APE segue una classificazione che va da G a A4: un edificio in classe G avrà alti consumi ed elevato impatto ambientale, tanto che non si dà un limite per i consumi massimi; un edificio che ambisca invece alla classificazione A4 deve avere il minor impatto ambientale possibile, fino alla completa autonomia in materia energetica.
I parametri analizzati per la redazione dell’APE sono:
- l’esposizione dei singoli affacci e dello stabile, la zona climatica e le caratteristiche architettoniche dell’edificio;
- lo stato di murature ed infissi, nonché le loro caratteristiche strutturali;
- stato e caratteristiche degli impianti esistenti per la produzione di riscaldamento/raffreddamento ed acqua calda;
- la presenza di eventuali sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili.
La produzione dell’APE è obbligatoria dal 2009 per le vendite, e lo è diventata nel 2010 anche per gli affitti.
- Quando è obbligatorio
La produzione dell’ APE è obbligatoria in caso di:
- compravendita e donazione;
- affitto di edifici o appartamenti;
- nuove costruzioni;
- ristrutturazione che interessano oltre il 25% dell’edificio (le cosiddette ristrutturazioni importanti);
- edifici pubblici aperti al pubblico;
- annunci immobiliari, sia di vendita o di affitto;
- richiesta di Ecobonus per interventi di coibentazione ed efficientamento energetico.
L’ APE resta valido per 10 anni nella maggior parte dei casi. Se però si fanno dei lavori che coinvolgono aspetti e parametri che possono modificarne la classificazione, come per esempio la modifica degli infissi o della caldaia, allora la certificazione APE andrà aggiornata.
L’APE non è necessario, invece, nei seguenti casi:
- edifici agricoli o rurali non residenziali che non presentino impianti di climatizzazione, e i ruderi, purché tale stato sia esplicitato nell’atto notarile;
- edifici iscritti nelle categorie catastali per cui il loro uso non prevede climatizzazione: parcheggi, depositi, garage, cantine, etc;
- edifici adibiti a luoghi di culto;
- edifici e fabbricati isolati che non superano i 50 metri quadrati di estensione;
- strutture industriali e artigianali nel caso in cui il riscaldamento degli ambienti sia dovuto a necessità o conseguenze del processo produttivo.
Anche laddove ci si trovi in uno di questi casi, però, è bene valutare la convenienza della produzione di una certificazione APE. Si tratta infatti di uno strumento che può aumentare anche notevolmente il valore del nostro immobile, nel caso in cui l’impatto ambientale sia minimale o contenuto.